Tower Books

Le piccole biblioteche di paese. Come rilanciare un patrimonio di tutti?

Oggi vorrei sfatare un luogo comune: non è vero che i lettori sono in calo!

Si, le vendite dei libri negli ultimi anni hanno subito una contrazione importante; ma, di contro, c’è stato un boom silenzioso, in tutta Italia, degli iscritti alle biblioteche pubbliche e un consistente aumento dei prestiti.

Questo dimostra che che la biblioteca non è considerata – come molti credono – un triste luogo di ‘conservazione’, ma un ‘servizio’ e una vera e propria risorsa alla quale poter liberamente attingere.

Ma allora perché tante biblioteche che rimangono vuote e addirittura faticano a sopravvivere?

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Ischia - Giardino del Negombo - Ermanno Casasco - Arnaldo Pomodoro

Ermanno Casasco. Un nobile artigiano del verde.

Con l’arbusto e con l’albero le relazione deve essere totalmente onesta e corretta perchè essi non accettano tradimenti e non tradiscono.

Più che il racconto di una vita da ‘giardiniere errante’ c’è una filosofia del paesaggio, un modo vero di relazionarsi con la natura, un impulso irrefrenabile verso la verità della relazione con l’ambiente, nelle parole di Ermanno Casasco.

L’incontro, alla Fondazione Arnaldo Pomodoro, oltre all’occasione per presentare un volume, è stato soprattutto un momento di riflessione e persino di ‘scontro’ nei confronti di un mondo che sempre di più costringe il paesaggio ad asservirsi alla bieca logica della cementificazione, dimenticando la terra, l’orizzonte, la vita.

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Pablo Picasso - Moschettiere

Organizzare Picasso fra marketing e cultura.

Organizzare una mostra di un artista come Pablo Picasso è allo stesso tempo un’avventura affascinante ed un percorso pieno di insidie.

E’ difficile dire cose che non siano già state dette, trovare opere mai esposte, dare un taglio ‘scientifico’ che non sia stato già dato.

Ma allo stesso tempo questa ‘sfida’ è proprio la cosa più stimolante, quella che ti spinge a scavare a fondo nella vita dell’artista e a seguire le tracce del suo lavoro sparse, oggi, fra la farraginosità delle collezioni pubbliche e i meandri di quelle private, dove spesso e volentieri vengono custodite gelosamente dalle persone più ‘insospettabili’, ma dove altrettanto spesso si trovano le opere più ‘originali’.

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Il Mattino

Il Mattino | Sironi, una grandiosità oltre gli anni del Regime | di Susanna Paparatti

Dalle opere da cavalletto degli esordi, all’interesse per il teatro, all’illustrazione, alle decorazioni, alle composizioni monumentali che esegue in linea con lo spirito nazionalista del momento, sino a tornare in età matura a lavori più intimi che realizzerà nel suo studio. Un artista eclettico al quale Sorrento dedica una bella mostra che inaugura venerdì a Villa Fiorentino, intitolata «Mario Sironi: pittura, grande decorazione, illustrazione».

Un maestro del Novecento italiano rimasto per troppo tempo nell’oblio dei critici e degli storici dell’arte, che in lui rimarcavano solo quella grandiosità di forme e soggetti ispirati allo spirito Nazionalista dei Regime, ma che al contrario è stata una personalità artistica rivoluzionaria. Non a caso ritenuto, assieme a Picasso, uno tra i maggiori protagonisti dell’arte europea del secolo scorso. Un accostamento, quello con Picasso,che andrà ben oltre la presenza dei suoi lavori nel padiglione italiano all’Esposizione Internazionale di Parigi nel 1937, la stessa dove sarà esposta la «Guernica del maestro spagnolo. Sironi infatti è di suo rivoluzionario, fosse solo per quel modo inequivocabilmente personale di rielaborare e fare proprie le diverse componenti divisioniste, espressioniste e mitteleuropee che diverranno il suo imprinting: pur avendo frequentato, ma mai avendone fatto parte, del Futurismo a cui si accostò con Severini, Boccioni e Balla.

Divisa in tre sezioni tematìco-temporali, l’esposizione sorrentina curata da Claudio Spadoni, Estemio Serri e Gino Fienga, ripercorre la Pittura, con opere dagli anni Venti al 1961; la Grande decorazìone, con realizzazioni pensate per abbellire edifici di rappresentanza dal 1934al 1938; l’illustrazione, che copre il decennio 1915-25. Complessivamente ottanta opere provenienti dalla collezione di Andrea Sironi-Strauẞwald, da quella della bolognese Galleria Cinquantasei e da alcuni collezionisti privati.
Promossa dalla Fondazione Sorrento in collaborazione con il Comune la rassegna resterà aperta sino al 20 aprile:«Noi crediamo che le istituzioni debbano riappropriarsi di quel ruolo di tutela e salvaguardia del patrimonio culturale – ha detto il sindaco Giuseppe Cuomo – ma anche di promozione e va1orizzazione delle eccellenze artistiche, ridando forza alla speranza che la cultura possa essere uno stimolo all’economia del territorio».

Nato a Sassari il 12 maggio del 1885, Sironi cresce a Roma dove il padre, ingegnere del Genio Civile, fu trasferito.
Alla sua morte il giovane intraprende gli studi tecnici per accedere alla facoltà di ingegneria, che presto abbandona per dedicarsi completamente all’arte.
Frequentando la celebre Scuola libera del Nudo, conosce Boccioni, Severini e Balla: per Sironi, mentalmente predisposto ad una visione geometrica e cultore di Wagner, Nietzsche e Schopenhauer, quelle amicizie aprirono nuovi orizzonti. Così, se le sue prime opere facevano emergere le figure dai chiaroscuri secondo i metodi divisionisti, sarà grazie all’influenza di Balla che Sironisi avvierà per una sua strada autonoma:sarà l’inizio di un percorso autonomo di studio e di viaggi, ma anche di anni difficili caratterizzati da crisi psicologiche e depressione.
La conoscenza delle Avanguardie Russe lo allontanerà dalle scomposizioni bocconiane dando spazio alle scansioni architettoniche delle figure e degli spazi, sino alla pittura murale degli
Anni Trenta, fatta di carnalità, di richiami arcaici, di paesaggi essenziali; di quella operosa identificazione nella quale si ritrovano i richiami al lavoro dell’uomo tipica anche delle grandi opere: «La forma chiusa si rompe verso un necessario ritorno alla pittura murale - spiega Gino Fienga – verso una ri-forma grandiosa e visionaria dell’idea e della realizzazione». In contemporanea con questa esposizione, la Fondazione Sorrento ha avviato un gemellaggio con la mostra «Sironi e la grande guerra. L’arte e la prima guerra mondiale dai futuristi a Grosz e Dix» negli spazi di Palazzo de’ Mayo a Chieti.

Convegno-Musei-Civici

Un Museo diffuso che non fa sistema. Perchè?

 

Quello che è emerso dal Convegno sui Musei Civici dell’Emilia Romagna – che si è tenuto ai Musei di San Domenico di Forlì lo scorso 7 febbraio – è stata, ancora una volta,  l’incapacità di dialogare e di mettersi in relazione delle istituzioni italiane.

La sola Emilia Romagna conta un patrimonio di oltre 500 Musei, alcuni di eccezionale importanza e originalità, ma neanche una decina quelli presenti in sala. Nonostante ciò, un centinaio di presenze nel pubblico, sono sembrate un successo assoluto!

Sebbene il leit motiv avrebbe dovuto essere l’importanza di ‘fare sistema’, si sono succeduti solo i monologhi dei direttori che hanno raccontato cosa sono e cosa fanno le strutture che sono chiamati a dirigere: storie e problemi. Non è emersa una visione del futuro, tantomeno una strategia, non dico di integrazione ma, quantomeno di gestione sul medio e lungo periodo.

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E’ l’inizio di una nuova era per la carta stampata?

Washington Post

L’acquisizione del Washington Post da parte di Jeff Bezos, proprietario e fondatore di Amazon.com, è stata definita da molti la fine di un’era. Non sono d’accordo, anzi…

Il fatto che un personaggio così importante della new economy si sia interessato ad una testata giornalistica così ‘tradizionale’ significa di certo che vede in essa ancora delle forti potenzialità.

Sicuramente un quotidiano del genere è un ‘luogo di potere’, ma non solo questo.

Il problema della carta stampata non è – come molti pensano – il web: Continua a leggere

Un racconto di mezza estate. Che rivista d’arte vorremmo?

con-fine e la rocca di Vignola

Appuntamento davanti alla Rocca di Vignola.

Matteo pensava che vederci fuori città potesse servire ad evitare l’afa di questi giorni.

Sono arrivato nella piazza deserta e affogata dal caldo con mezz’ora di anticipo. Ne approfitto per scrivere un po’, ho pensato.

Mi sono seduto sulle scale di Palazzo Barozzi e ho tirato fuori il quaderno che con ottimismo porto sempre in borsa, ma che raramente riesco ad utilizzare. Ho cominciato a scrivere le prime righe di quello che adesso state leggendo.

Nonostante l’ombra che nel pomeriggio invade buona parte del piazzale l’aria bollente è mossa solo da un irreale bolero di cicale, instancabile ripetizione di quella fissità, rotta solo da qualche passante che la attraversa per cercare refrigerio dall’unica fontanella d’angolo, miraggio e oasi pomeridiana.

Mi alzo e bevo anch’io. Chissà se l’Osteria della Luna è aperta. Ci sono stato qualche sera prima con Nadia, Emanuele e Roberta. Una serata fra amici a suon di tango che mi ha fatto scoprire questo elegante contesto medievale.

Giro l’angolo senza troppa speranza. Perché dovrebbe? La porta socchiusa nasconde una fresca penombra, ma ho l’impressione che se la aprissi romperei l’equilibrio che sostiene questo pomeriggio.

Matteo mi chiama ma non sa dov’è, da qualche parte dietro la Rocca. Ho capito, ti vengo incontro. Continua a leggere

Il Sig. Bacchettoni e le chiacchiere con il giornale.

Ecce Bombo

Prima di fare visita a qualcuno, mi piace gironzolare, guardarmi intorno, studiare il territorio, respirare l’atmosfera che circonda le persone con cui devo parlare.

Prendo un caffé e chiedo informazioni. Mi incammino verso la Galleria Bacchettoni.

Non ho un appuntamento, ma provo lo stesso. La galleria sembra chiusa, dalla porta a vetri si intravedono muri vuoti e quadri impacchettati appoggiati qua e là.

Suono il campanello. Continua a leggere

Artisti KM 0 - Centro Pecci - Prato

Artisti a Km 0? Al Centro Pecci di Prato si può!

Artisti Km 0 Giuseppe Guanci - Centro Pecci - Prato

Questa iniziativa che il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato e l’associazione ApArte portano avanti da diversi anni, mi incuriosisce e voglio cominciare a raccontarvela.

Artisti KM 0 è un format interessante sia dal punto di vista dell’indagine artistica che di quella sociologica. L’idea punta a mettere in relazione chiunque ritenga di esprimersi attraverso l’arte con il proprio territorio di provenienza, senza alcun filtro ‘critico’, ma alla libera scoperta di ciò che colui che si definisce ‘artista’ ha da raccontare di sé e del proprio lavoro.

Ognuno può utilizzare lo spazio dell’auditorium del Museo per spiegare la propria opera attraverso parole, immagini, esposizione, performance… tutto è concesso entro i limiti del possibile!

E il pubblico sembra rispondere con interesse ed entusiasmo, sempre numeroso e partecipe di questa formula che permette di creare serate ogni volta nuove e imprevedibili.

Giuseppe Guanci, architetto e artista di Prato, è il protagonista del prossimo incontro.

Cosa succederà? Venite a Prato o continuate a seguirmi e lo scoprirete…

Citta della Scienza

Essere Stato.

Oggi mi sarebbe piaciuto scrivere d’altro: dei pettegolezzi su Eduardo de Martino o della poetica di Doriana Freschi; avrei voluto presentarvi Sergio Saggese, o parlarvi del libro di Tonino Scala.

Oggi mi sarebbe piaciuto scrivere d’altro ma, oggi, non avrei dovuto leggere la notizia del rogo di Città della Scienza.

In questi casi si possono dire molte cose ovvie, e me ne guardo bene.

Non voglio isolarmi in una torre d’avorio, ma cerco di rimanere lontano dalla cenere dei padiglioni e, per una volta, non voglio dare la colpa alla camorra che fa ‘solo’ il suo ‘lavoro’.

Oggi, vorrei dare la colpa a tutti gli italiani, me compreso, perché non siamo capaci di coniugare il nostroessere con il suo passato: Stato.

Non siamo capaci di essere Stato: padroni della nostra terra, uomini in grado di governarla come meriterebbe il bene comune che possediamo, e per licenziare finalmente dal loro ‘strano lavoro’ quei signori delle fiamme: una volta e per sempre.